Diventerete liberi

a cura delle Figlie della Chiesa di “Maria gioia del cielo”

per l’adorazione eucaristica, aprile

L’opera che Gesù Cristo ha compiuto morendo sulla croce e risuscitando è l’atto mediante il quale l’uomo ha ottenuto libertà. Quando si parla di piena salvezza, di completa liberazione, di vita piena, ci sono diversi credenti che non possono testimoniare personalmente di tutto ciò perché non hanno ancora sperimentato la potenza di Dio che libera da vizi e cattive abitudini. Pensiamo, ad esempio, al vizio del fumo, alla dipendenza dall’alcool, al richiamo del gioco, alla schiavitù della droga e alle tante altre forme in cui la vita dell’uomo è dell’uomo è resa prigioniera dalle catene di qualcosa che ci domina. Da soli non riusciamo a liberarci! Preghiamo in questa adorazione, affinché tutte le persone sotto l’influenza delle dipendenze siano ben aiutate e accompagnate. Chiediamo aiuto a Dio, rivolgiamoci a Lui con fiducia e chiediamo aiuto ai fratelli che possono aiutarci.

Canto: Adoro Te

Sei qui davanti a me, o mio Signore, sei in questa brezza che ristora il cuore,
roveto che mai si consumerà, presenza che riempie l’anima.

Adoro Te, fonte della Vita, adoro Te, Trinità infinità.
I miei calzari leverò su questo santo suolo,
alla presenza Tua mi prostrerò.

Sei qui davanti a me, o mio Signore, nella Tua grazia trovo la mia gioia.
Io lodo, ringrazio e prego perché il mondo ritorni a vivere in Te

Adoro Te, fonte della Vita, adoro Te, Trinità infinità.
I miei calzari leverò su questo santo suolo,
alla presenza Tua mi prostrerò, mio Signor.
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Dal Vangelo secondo Giovanni 8,31-42

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Dal commento al Vangelo di Giovanni di Don Luigi Maria Epicoco

Se qualcuno vuole trovare un valido motivo per cui leggere ogni giorno il vangelo e tentare di trattenerlo dentro di sé, e scegliere di conseguenza, allora troverà in questo versetto la vera motivazione. La parola di Gesù ha come scopo quello di condurci alla verità più vera. E la verità è un cammino. Non è una vaga illuminazione, è un percorso in cui ci si abitua ad essa, la si incontra, la si conosce, la si lascia agire in noi fino a lasciarci allargare il cuore e la mente stessa. La verità è un’esperienza, e Gesù ne è la via, il motivo, la materia stessa. È sempre difficile accettare la dura verità che forse non siamo veramente liberi. Passiamo la vita difendendo con i denti la nostra libertà e non accettiamo facilmente l’idea di fondo che o siamo liberati oppure viviamo solo nell’illusione di essere liberi. Ciò che conta nella vita nessuno può darselo da solo. Abbiamo sempre bisogno di riceverlo. «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero». Se accettiamo che Gesù ci liberi saremo liberi davvero, ma se continueremo a pensare che dobbiamo liberarci da soli allora rimarremo incagliati nelle solite cose. Tante volte ci accorgiamo che ci sono cose che ci rendono schiavi; pensiamo di affrontarle solo con la nostra volontà e le nostre forze, ma molto spesso falliamo miseramente. Far entrare Cristo significa lasciare che sia Lui a darci una vera liberazione, ma non con un atto di magia, ma con la misteriosa e concreta forza del Suo amore. Infatti quando permettiamo al Suo amore di attraversare il nostro cuore, allora agisce in noi una forza più grande della nostra, e una volontà più forte della nostra.

Canone

Spirito di Dio, scendi su di noi.
Spirito di Dio, scendi su di noi.
Fondici, plasmaci, riempici, usaci.
Spirito di Dio, scendi su di noi.
Spirito di Dio, scendi su di me…

Interiorizzazione

Per potere essere resi liberi dalle catene della schiavitù, la prima cosa da fare è rendersi conto che si è prigionieri. Ad un paralitico Gesù chiese un giorno: «Vuoi essere guarito?» (cf. Gv 5,6). In altri termini, dobbiamo desiderare veramente di essere guariti; in questo caso di essere liberati dai vizi che ci sopraffanno. Molti non si rendono conto di essere schiavi. Dicono: Non c’è niente di male a fare questo, oppure: Posso smettere quando voglio. Ma non è così. La lettura della Bibbia è di fondamentale importanza, perché è la verità che ci rende liberi (cf. Gv 8,32). La Parola di Dio ci illumina, ci mostra il sentiero da seguire; per mezzo di essa ci rendiamo conto che molte cose che sono considerate lecite dalla morale corrente, sono in contrasto con la Legge di Dio. La Bibbia suscita in noi il desiderio di onorare la volontà di Dio e ci fa capire che molte cose che agli occhi del mondo sono desiderabili, in realtà alla luce delle Scritture, sono da rigettare perché disonorano Dio e nuocciono alla nostra vita. Altro passo da fare è quello di credere fermamente nella potenza di Dio. Se si è vinti dal dubbio, se si pensa che Dio non ha la capacità di liberarci, se si crede che la forza che ci tiene legati è troppo superiore alle nostre possibilità, si preclude la via all’intervento liberatorio del Signore. Ricordiamo che ogni cosa è possibile a chi crede (cf. Mc 9,23) e che le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio (cf. Lc 18,27). In realtà è vero che molte cose esercitano una forte attrazione su di noi e che è difficile svincolarsi da tali legami, come ha sperimentato per esempio chi vuole abbandonare il vizio del fumo, o lasciare l’uso delle droghe. Non siamo noi che liberamente scegliamo di fare o non fare certe cose, ma siamo dominati da queste cose. La consapevolezza, però, della forza del vizio non deve creare un senso di impotenza di fronte ad esso: se il vizio è potente, Dio è onnipotente! La fede nella potenza e nell’aiuto di Dio, unita ad una ferma volontà della persona non potrà che condurre alla vittoria sul male in tutte le sue forme e consentirà ad ognuno di sperimentare personalmente il dono prezioso della liberazione divina. Il contributo che la fermezza della volontà deve dare è essenziale. Non è detto che la vittoria sarà immediata o che la lotta sarà in- dolore, ma quel che conta è che alla fine questa vittoria giunga e con il Signore non potrà che essere così!

Canto: Grandi cose

Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ha fatto germogliare fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.

Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare
l’amore che Dio ha versato su noi.

Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo un seme di felicità.

Invocazioni: Cuore di Gesù, confido e spero in te.

Tu risani i cuori affranti e fasci le loro ferite. Risana il mio cuore affranto. Cuore…
L’esperienza del tuo amore, che sempre mi ha accompagnato, mi dia la grazia di perdonare ogni offesa e non sentire più la sua ferita. Cuore…
Infondi in me il tuo Spirito Santo che crea in me un cuore nuovo, un cuore mite e umile. Cuore…
Ti presento tutte le mie insicurezze, i miei dubbi, le mie incertezze, il disprezzo che a volte sento di me stesso e della mia vita. Cuore…
Tu hai detto agli apostoli sul lago di Galilea in tempesta: Coraggio, sono io, non temete!
Dillo anche a me e nel mio cuore si placheranno le onde furiose dell’insicurezza e della paura. Cuore…
Sii Tu il mio coraggio, la mia sicurezza, il mio punto d’appoggio, la mia forza di vivere e di agire. Cuore…
Infondi in me il tuo Spirito Santo che è Spirito di potenza e di libertà. Cuore…

Preghiamo

O Cuore Eucaristico di Gesù, per quella fiamma d’amore di cui ardesti nel momento solenne nel quale tutto a noi ti donavi nella Santissima Eucaristia, umilmente ti supplichiamo di liberarci da ogni inganno e da ogni cattiva volontà. Donaci un cuore puro e libero per accogliere la Tua parola che ci rende veramente liberi e tuoi figli. Te lo chiediamo perché Tu solo sei santo e benedetto nei secoli dei secoli. Amen!

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