Perchè avete paura?

a cura delle Figlie della Chiesa di “Maria gioia del cielo”

per l’adorazione eucaristica, agosto

“Perché avete paura?”

L’uomo contemporaneo sembra avere potere su tutto ma in fondo tutti, siamo pieni di paura dinanzi agli eventi della vita che a volte ci sovrastano e ci smarriamo. Preghiamo in questa adorazione, per tutte le persone che lavorano e vivono del mare, compresi marinai, pescatori e le loro famiglie; perché chi è più a rischio nel servizio ai fratelli, nelle tempeste e nelle difficoltà, possa riconoscere il Signore della vita cui anche il vento e il mare si sottomettono.

Canto: Io credo in te

A Te, mio Dio
Affido me stesso
Con ciò che io sono
Per Te Signor
Il mondo mio è nelle Tue mani
E sono Tuo per sempre

Io credo in Te, Gesù
Appartengo a Te, Signor
È per Te che io vivrò
Per Te io canterò
Con tutto il cuor

Ti seguirò
Ovunque Tu andrai
Con lacrime e gioia
Ho fede in Te
Camminerò nelle Tue vie
Nelle promesse, per sempre

Io credo in Te, Gesù
Appartengo a Te, Signor
È per Te che io vivrò
Per Te io canterò

Io credo in Te, Gesù
Appartengo a Te, Signor
È per Te che io vivrò
Per Te io canterò
Con tutto il cuor

Io Ti adoro e Ti adorerò!
Io Ti adoro e Ti adorerò!

Dal Vangelo secondo Mc 4, 35-41

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Dal commento al Vangelo di Mc 4, 35-41
a cura di Marida Nicolaci (da “Uomini e profeti”,  di Radio Rai Tre)

In rapporto alla paura suscitata dallo sconvolgimento cosmico che dice il collegamento con il discorso in parabole è il rapporto tra la parola e il mare e il vento, è grazie alla parola con la quale viene minacciato il vento e viene detto al mare: “Taci! Stai calmo!”, linguaggio usato anche per gli esorcismi. Mi piace richiamare un testo di Geremia 5, 21-23 “ascolta popolo stolto e privo di senno che ha occhi ma non vede, ha orecchi ma non ode. Non mi temerete, oracolo del Signore, non tremerete dinanzi a me che ho posto la sabbia per confine al mare limite perenne che non varcherà. Le sue onde si agitano ma non prevalgono, rumoreggiano ma non oltrepassano. questo popolo invece ha un cuore indocile e ribelle, si voltano indietro e se ne vanno.”. Ora, nel testo di Geremia, quello che è la tragedia è che la Parola che ha il potere sul mondo non viene ascoltata, la creazione l’ascolta, gli uomini no. 

Invocazioni e Canto: Kyrie eleison (Taizè)

Perché avete paura? Non avete ancora fede?

Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

Perché avete paura? Non avete ancora fede?

Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te.

Perché avete paura? Non avete ancora fede?

L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

Preghiamo

Signore Gesù noi crediamo in te ma aumenta la nostra fede. Tu vedi la nostra povertà, i nostri tentativi di ritornare a te; tendici la mano, toccaci il cuore e sapremo ancora aggrapparci a te, sapremo inginocchiarci davanti a te e riconoscerti come il Signore della storia, colui che ha potere sulla natura e sul cosmo e adorare te che sei l’unico Dio con il Padre e lo Spirito Santo. Amen.

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