Il Cammino del Cuore a Vicenza

Il Cammino del Cuore a Vicenza

Vari

30 luglio 2026

Tra il 2024 e il 2026, il Cammino del Cuore vissuto a Vicenza ha accompagnato un gruppo di persone in un percorso di preghiera, ascolto della Parola e condivisione. Le testimonianze raccolte raccontano i frutti maturati lungo il cammino: una fede più profonda, libertà dalle paure, gratitudine, comunione e desiderio di servizio. Voci diverse, unite dall’incontro con Gesù, capace di trasformare la vita quotidiana.


Mauro:

Tutto è stato un dono e la condivisione, un prezioso strumento di crescita. Ringrazio gli organizzatori per l'impegno e per quanto trasmesso. Quanto ai frutti ho avuto difficoltà ad individuare un frutto. Alla fine, ho compreso di essere io quel frutto. Frutto di un grande albero che ha beneficiato della cura del divino Coltivatore. In ogni albero fondamentali sono stati gli "innesti" (le condivisioni) che hanno reso la pianta migliore.


Anna Pia:

Mi associo alle parole di Mauro sul "Cammino"; per quanto riguarda il frutto, il principale è stata la consapevolezza dell'interazione di tutti, solo che nella mia interazione, pur cosciente (dalle continue conferme), di essere un frutto, l'innesto dipende da me e dalla accettazione dei carismi altrui.


Antonella:

Ogni tappa di questo percorso è stata un arricchimento per una conoscenza più profonda con Gesù.

L'adorazione e poi l'approfondimento sulla Parola di Dio mi hanno aiutata molto, soprattutto nella vita quotidiana. La mia riflessione va sulla parola Libertà, perché è proprio attraverso la vicinanza con Gesù che posso dire di essermi (quasi) liberata dalle mie paure, insicurezze, trasformandole in Speranza.

Infine, questo percorso, perché abbia un senso, non deve rimanere individuale, ma sicuramente condiviso con altri.


Orietta:

Avrei desiderato avere più tempo personale negli incontri. Il tratto dello stile di Gesù che più mi ha colpita è che "dimora in me" (Passi 5° e 6°). Sento un "desiderio di giustizia" e vorrei dare voce a chi non ha voce.

Come frutto: sentirmi libera dalla paura di sbagliare.


Nerina:

Mi sento più vicina agli altri. Prima di questa esperienza non trovavo soddisfazione nel pregare con la Parola di Dio. Mi ha colpito in particolare il Passo 2° "Un cuore inquieto" e la dinamica di "svegliarsi alla Misericordia". Sono rimasta colpita dalle parole e dagli sguardi di Gesù. Il frutto per me: la gratitudine. La fatica che provo è che non riesco ad interiorizzare.


Don Damiano:

In riferimento a quanto appena condiviso da Nerina, ricordo che al Convegno Nazionale di Collevalenza, lo scorso aprile, si è accennato alla liberazione sperimentata da Claude de la Colombière (grande predicatore) grazie alle parole semplici di S. Margherita Maria Alacoque (una sorella minore alla quale nessuno credeva) che gli dice: "Ma padre mio, in lei non c'è nulla di tutto ciò". Sottolineo poi l'importanza della rilettura spirituale del frutto da raccogliere. Sempre al Convegno, padre Renato, a proposito dell'episodio della guarigione del paralitico ebbe a dire: "la grazia di portare il lettuccio è più grande di non avere nessun lettuccio da portare".

Per me il frutto del Cammino è la liberazione, come prete, dall'aspettativa di aver sempre qualcosa di originale da dire.


Flavio:

Partecipare a questo percorso mi ha permesso di approfondire il Cammino del Cuore già fatto. Lo sento parte dell’itinerario di avvicinamento all’Alleanza con Gesù che stringerò la domenica di Pentecoste. Lo sento guidato dall’Alto e con risvolti concreti. Proprio recentemente al lavoro, mi è stato assegnato l'obiettivo di prendermi cura dell’aspetto spirituale degli ospiti della Casa di riposo e di creare per questo un gruppo di volontari.

Ecco un primo, puntuale, inaspettato e concreto suggerimento per vivere da consacrato la mia missione di compassione per il mondo.


Giulia:

Per quei pochi incontri (fino a marzo 2025) del Cammino che ho vissuto insieme, per me è stato un "concimare" il terreno arato tre anni fa dopo gli Esercizi ignaziani. Questi incontri hanno rafforzato le mie basi in Lui! Ho trovato importante anche la condivisione per un confronto e arricchimento reciproco. Un momento concreto della mia vita toccato da Dio è stato quest'anno nel quale ho chiesto al Signore che lo scoraggiamento non prendesse casa in me!

Grazie alla preghiera dei fratelli... sono riuscita ad offrire anche questa prova per la pace nel mondo. Meditando riconosco la mia ingratitudine per tutto quello che ho ricevuto di buono. Il frutto principale che ho riconfermato è il desiderio di vivere sempre in verità... perché solo questa mi da libertà e pace... C'è il desiderio di condividere ancora questo cammino, compatibilmente a quanto il corpo mi concede.


Marzia:

Tutto il cammino per me è stato un dono, un dono che Gesù mi ha invitato a vivere con Lui e gli altri fratelli e sorelle del Cammino del Cuore. Sì, Gesù mi ha chiamato e con l'aiuto dello Spirito Santo, io mi sono lasciata guidare, mi sono affidata a Gesù, al Suo Cuore pieno d'amore e di Misericordia. Quale dono più grande se penso a quello che la vita poi mi ha fatto vivere.

Prima la morte improvvisa di mia nuora Donata, poi la morte veloce del mio amato Luigi. Se non avessi avuto la grazia di far parte di questo cammino, che mi fa sentire amata, non sola, in pace e mi dà tanta forza e serenità, come avrei affrontato la vita in questi momenti di sofferenza?

Invece, mai come in quei momenti ho sentito l'abbraccio del Signore, mai mi sono sentita sola nel dolore, la forza della preghiera, che per me è la nostra pillola di Santità, mi ha sostenuto e mi ha fatto sentire sempre in Comunione con il Signore e la Chiesa. Mi ha fatto sentire la Chiesa come una Madre, mia madre, questa è la forza della mia vita.

Si, la vita è un mistero, un mistero molte volte difficile da comprendere e da vivere, ma per me è un mistero meraviglioso perché dentro la mia vita ci sei tu, mio Signore e tu sei il mio TUTTO.

Come vorrei che tutti entrassero in questo mistero meraviglioso: tutte le sofferenze sarebbero più leggere e ogni momento della vita sarebbe un dono di gioia, la pace sarebbe dentro ciascuno di noi. PACE, GIOIA, SERENITÀ. Non sento niente che mi appesantisca perché tutto scivola via.

Vorrei tanto essere testimone credibile per poter coinvolgere gli altri a far parte del cammino, ma soprattutto essere testimone dell'amore che Gesù ha per tutti noi, sta solo a noi accogliere il Suo Amore. Ecco, questo è il mio sogno: che lo Spirito Santo mi guidi in questo, perché noi siamo fortunati, Dio nostro Padre ci ha mandato Gesù Suo figlio per farci vedere il Suo volto d'amore. Noi abbiamo avuto il dono di Gesù che ci ha raccontato e fatto vedere il vero volto d'amore del Padre.

Del Cammino del Cuore, cosa cambiare? Nulla perché siamo noi che dobbiamo lasciarci cambiare.


Riccardo:

Per me è stata un'esperienza estremamente bella, innanzitutto perché è stato il mio primo cammino dopo anni di abbandono della fede. Inoltre, mi hanno colpito molto oltre agli argomenti trattati, il fatto della condivisione e dell'apertura tra di noi che eravamo perfetti sconosciuti (il fatto che una persona mai vista prima ti racconti le sue esperienze più personali mi ha segnato particolarmente!).

Mi è piaciuto anche il fatto che io ho sempre avuto "paura" di esprimere il mio pensiero davanti ad altre persone, ma con il Cammino questa "paura" è passata.


Roberta:

Per quanto riguarda il Cammino percorso, se dovessi sottolineare un aspetto che in modo particolare mi ha colpita, anche in relazione a quanto sto vivendo in questo (lungo) periodo, è relativo proprio al 9° passo (Una rete mondiale di preghiera e di servizio, attenta ai bisogni dell'umanità), l'ultimo.

Ci pensavo di recente dopo aver casualmente intercettato una notizia che parlava di un macchinario (ECMO) salvavita che sostituisce temporaneamente la funzione di cuore e polmoni. La notizia riguardava uno dei ragazzi sopravvissuti a Crans-Montana. Ho pensato che a volte nella vita capita di restare non solo scottati, di più... ustionati... e di necessitare di apparecchi "salvavita"...

In questo periodo in modo particolare a me sembra di restare in vita grazie ad una rete di preghiere e intercessioni che sostiene la mia vita spirituale ("respirazione" e "battito cardiaco").

Tutto questo mi sta insegnando (sulla mia pelle) quanto sia importante la preghiera di intercessione. Sto sperimentando che la preghiera degli altri ci tiene in vita, ci impedisce di morire... Questa scoperta, questa consapevolezza mi ha fatto riflettere sull'importanza di pregare, di intercedere per gli altri. Avendolo vissuto in prima persona, ho interiorizzato che non si tratta di un accessorio: la preghiera fa la differenza, per la nostra vita, per quella degli altri.

Nel Cammino inoltre ho trovato molto proficuo lo scambio con sr Luisella (Suora Dorotea Riparatrice). Lo riproporrei in una futura edizione.


Sr. Marisa:

Ho ritrovato maggiore intimità con il Cuore di Gesù. Ho cominciato ad assumere la "riparazione" come stile di vita: non soltanto con la preghiera, ma con l'offerta delle fatiche di ogni giorno.

Riporto un episodio in cui mi sono sentita di riparare una situazione che stava creando disagio nella comunità. Le abitudini di una consorella erano tacitamente tollerate, in realtà contribuivano ad un clima di faticosa convivenza. Ho avuto il coraggio di parlarne con la superiora. Questa resasi conto del disagio, ne ha parlato con l'interessata. L'interessata ha dapprima inveito contro di me. Ma il giorno dopo mi ha accolto con un abbraccio fraterno ringraziandomi.


Stefania:

Cerco di essere sempre più quella che sono. Quotidianamente esamino le mie azioni e cerco di avvicinarmi alla vera me stessa senza se e senza ma. Lo faccio con Gesù sempre vicino: Lui è il mio orientamento, la mia strada, il mio tutto. La lettura quotidiana della Parola illumina il mio cammino, sono felice perché mi sento amata, accettata.

Contemporaneamente mi si sciolgono commozioni e sento emozioni per i fratelli che incontro sulla via, questa è la cosa grande del cammino per me!

Corde che toccano il cuore! È Il cuore mio ad essere intenerito perché si è approfondito l'abbraccio con Gesù. Sono felice di comunicarmi ogni giorno con Lui, di adorarlo spesso, questo benestare lo riverso in famiglia. Cerco di fare stare bene gli altri. Offro il mio servizio alla comunità della mia parrocchia, sono disponibile per chi ha bisogno.

Sento di ringraziare per tutto, tutto è dono questo cammino del cuore che la Rete porta nelle varie diocesi è stato utilissimo...


«Erano perseveranti

nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione,

nello spezzare il pane e nelle preghiere»

At 2,42