
Nelle profondità del Cuore
Valerio
Se dovessi soffermarmi sugli aspetti che personalmente ritengo fondamentali, per me, ma credo anche per tutti i fratelli della Rete, mi viene in mente la compassione, la riparazione e un terzo aspetto che di conseguenza ho intuito, l’intercessione. Quando parlo d’intercessione mi riferisco a quell’aspetto profondamente spirituale che silenziosamente opera oltre le distanze e i confini, come Grazia che raggiunge l’umanità. Riguardo a questo ultimo punto, sento la necessità di dover approfondire la preghiera di intercessione come punto fondamentale di tutto il cammino, ovviamente attingendo alla fonte che è il Cuore di Gesù.
Quando la comunità del Sacro Cuore, mi ha proposto di fare questa esperienza per me totalmente nuova, sono riuscito a dire prontamente il mio sì, confermandolo in pochissimi giorni, senza sapere chissà quanti dettagli in merito. È stata la mia prima volta in quel di Collevalenza, come la prima volta che partecipo personalmente ad un ritiro organizzato dalla Rete Mondiale di Preghiera. Con non poche insidie, una settimana prima di partire, e voci di ripensamento dettate da situazioni di scoraggiamento ma alla fine ho deciso di partecipare. Davanti a me la grandezza di una struttura che percorrendola per arrivare in modo particolare nella cripta, dava l’impressione di addentrarsi nelle profondità delle viscere, trasmettendo un senso di accoglienza e protezione, non di smarrimento.
Riguardo all’organizzazione del convegno, esprimo una valutazione positiva, sia per quanto riguarda le relazioni, sia per le condivisioni nei gruppi e per i responsabili che hanno guidato le giornate. Mi sono sentito bene, accolto e sereno nelle relazioni con gli altri partecipanti, nelle condivisioni in gruppo e nel mio spazio personale di riflessione e preghiera. Quello che mi porto via è l’esperienza spirituale che mi ha arricchito e il desiderio di impegnarmi nella preghiera universale di intercessione, oltre la certezza di aver trovato un’altra amica in cielo in Madre Speranza.
